[Appunti dal tavolino di un bar] 0333 - RAP GAME
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Vi allego GUARDAMI QUANDO TI TOCCO, sceneggiatura scritta da me e in cerca di chi abbia voglia di disegnarla. Se non vedete l'immagine qua sotto potete scaricarla in dorato formato pdf da questo roccioso link qua.
Anzi, dato che Tinyletter ha deciso che oggi non carica le immagini, la sceneggiatura ve la copincollo, per fortuna questa volta è breve:
GUARDAMI QUANDO TI TOCCO
Sceneggiatura di Davide Costa
Questa è una sola immagine. Magari una mezza figura, o un mezzo busto, comunque l'importante è che si vedano bene le espressioni dei due protagonisti: Re Mida e Medusa, che si sfiorano a vicenda il volto guardandosi negli occhi, sorridono felici, con un velo di malinconia. Lui è di pietra, lei è d'oro. Sotto l'immagine c'è la seguente dida.
DIDA Re Mida e Medusa decisero insieme che ne valeva la pena eterna.
FINE
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"Ma capita di sceneggiare soggetti di altri, nel fumetto italiano?"
Una domanda che mi è arrivata da un paio di persone dopo l'ultima mail, in cui parlavo dell'andare a bottega (cioè aiutare un professionista per imparare sul campo) per quanto riguarda chi scrive.
Allora, risposta breve: sì, capita. Non è che capiti molto spesso, per motivi di velocità di esecuzione e di soldi.
Risposta lunga. Di velocità di esecuzione perché, in special modo nelle produzioni serrate da edicola, è più comodo se chi scrive il soggetto poi si sceneggia da solo, perché sa gestire il proprio tempo come meglio crede.
Di soldi perché, lato autore, se sceneggi ti pagano per la sceneggiatura, se scrivi solo il soggetto ti pagano solo il soggetto. Quanto lo pagano? Qua dipende dalle case editrici, so che un paio danno circa il 20% della cifra totale calcolata sulle tavole che compongono la sceneggiatura. Quindi a te che scrivi conviene sceneggiare, chiaro.
Però a volte, come dicevo, capita. Magari a uno arriva un sacco di lavoro di botto e ha bisogno di uno sceneggiatore fidato cui passare un soggetto già approvato. Che poi è come ho esordito io un bel po' di anni fa, sceneggiando un soggetto di Roberto Recchioni per Detective Dante (del fatto che Roberto si sia fidato di me che avevo zero esperienza, dopo aver letto qualche sceneggiatura di storie brevi che gli mandai, ancora non me ne capacito). Inoltre ci sono redazioni in cui è molto più consueto che chi scrive il soggetto non sia la stessa persona che poi scrive la sceneggiatura: scorrete un po' di numeri di Diabolik e vedrete che spesso e volentieri due-tre persone hanno lavorato al soggetto e una quarta ha sceneggiato. Diabolik è una macchina molto complessa e ha regole e metodologiche lavorative che, azzardo, sono uniche in Italia.
A volte potete notarlo anche su Topolino: magari il soggetto è scritto da una persona e poi la storia sceneggiata da un'altra, o il soggetto è a quattro mani ma la sceneggiatura a due.
Insomma, succede. Forse non è la cosa più consueta qui in Italia, ma come dicevo, capita.
Come avrete notato faccio esempi di storie da edicola. Non è un caso: è l'ambito in cui la mole di lavoro richiesto da chi scrive e disegna è non solo la più alta, ma quella che richiede tempistiche più serrate. Per questi motivi se si può delegare la creazione di una storia a più persone si tende a farlo: si possono tenere in produzione più storie insieme e ridurre il rischio che la macchina si inceppi.
Sì, è un discorso molto da catena di montaggio. Ma se pensate che il fumetto da edicola non sia quasi sempre figlio di quelle logiche vi consiglio di parlare con più persone che ci lavorano. E non per pontificare ma per darvi modo di capire se essere parte di un ingranaggio di una macchina che non si ferma mai è quello che volete fare quando pensate "Vorrei fare fumetti per lavoro".
L'editoria è un'industria il cui fine è fare soldi che, ogni tanto, produce opere d'arte, così come il cinema e la musica.
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A proposito del fatto che ho esordito su Detective Dante nel 2007. Avevo 27 anni, ora ne ho 43. Sono passati 16 anni.
Sottolineo età e date non per sentirmi vecchio (per quello basta alzarmi dal letto la mattina) ma perché ultimamente parlando con colleghi e colleghe di età varie è ricorsa una riflessione: quanto possono reggere nel tempo i consigli per esordienti per iniziare a fare fumetti dati da uno che li fa da un po'?
Ora, 16 anni possono essere pochi o tanti a seconda di come la vedete, però in questi 16 anni il mercato editoriale, e del fumetto in particolare, è cambiato molto. Le edicole sono state decimate, il fumetto in libreria è esploso, il manga nemmeno sto a dirvelo, l'arrivo e diffusione dei social hanno scombinato le carte in tavola fino al punto di scaricare su chi scrive buona parte della promozione di quello che pubblica.
Quando ho esordito io tiravano un casino i blog e il percorso "blog di successo --> libro" funzionava, esattamente come ora spesso "social di successo--->libro/fumetto" funziona. Però i blog sono spariti o almeno mutati, muteranno pure i social. Se do dei consigli che mi sono stati utili 15 anni fa, reggono ancora oggi? Quello che sto facendo io oggi me lo sono inventato negli ultimi 5-6 anni (tipo la newsletter) ma chissà se funzionerà nei prossimi 3-4 anni.
E io sono giovane* e ho cominciato da poco**. Ora pensate quando a dare consigli è un fumettista di 60-70 anni che ha iniziato a pubblicare negli anni '70, in un'epoca che non esiste più per fermento culturale e possibilità, come non esistono più gli anni '80 dal punto di vista dei budget, e pure quello che ancora si faceva a fine anni '90 è un lontano ricordo.
In che modo strategie che funzionavano due generazioni fa possono funzionare ancora oggi? Secondo me non possono. Sì, se parliamo del fare fumetti, dello scrivere, del disegnarli, certe cose valgono sempre dal punto di vista creativo e artistico (e anche qua, forse, solo entro certi limiti). Ma se parliamo del mercato, per me no. Certe generazioni sono ormai fuori contesto e poco collegate con la realtà quotidiana di chi fa fumetti oggi da pochi anni o vuole iniziare.
Sono sincero, io ho sempre guardato agli autori venuti prima di me, ma pure a quelli che avevano cominciato da poco (vedi Recchioni) per cercare di capire come muovermi in quel momento, e dopo un po' che ho iniziato ho cominciato a guardare come si muovono quelli e quelle più giovani di me (tipo Lorenzo Palloni, Dario Sicchio, Elisa Castellano o Ariel Vittori per dire i primi bravissimi nomi che mi vengono in mente), perché sono più calati e calate nel mondo di oggi rispetto a me. Sia artisticamente, ma pure per nuove idee su come approcciare il lavoro pratico, cercando soluzioni produttive efficaci per come girano le cose oggi.
Insomma, ok i venerati maestri, io non sarei quello che sono se non fossi cresciuto leggendo gente che, se non è già morta, ora c'ha 70 o 80 anni, artisticamente non ho nulla da eccepire. Ma quando iniziano a dare consigli su come iniziare a lavorare suonano un po' come "Ai miei tempi con uno stipendio compravi casa, mantenevi moglie, due figli e facevi la settimana bianca.". Eh, grazie, ora invece vivi solo e a fatica.
Insomma, se trovate utile la mia newsletter son solo contento, ma parlate un sacco con chi è vostro coetaneo, mi raccomando, che probabilmente è più sveglio e in sintonia coi tempi di me.
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*Passati i 40 non si è giovani, anzi tecnicamente non lo si è passati i 30. Poi sì vero, uno la vita se la può godere alla grande a ogni età, ma tecnicamente ho scavallato metà della mia aspettativa di vita. Che potrebbe pure essere più breve della media data la mia salute.
**Cominciato da poco relativamente a carriere molto lunghe, 16 anni non credo siano pochi. Soprattutto se considerate che posso dire di farlo a tempo pieno solo da 3-4 anni. Questo per dire che anche se per i primi tempi, anche con buone pubblicazioni, non vi mantenete subito coi fumetti non vi scoraggiate. Solo una manciata di persone inizia col botto, una manciata molto più ristretta di quello che pensate. Il grosso di chi fa fumetti di mestiere ha fatto gavetta per anni.
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Mi è uscita una mail forse un po' ombrosa, a rileggerla, ma è quel che mi capita dopo le fiere: da una parte idee e motivazione a mille, dall'altra un po' di "tiramenti" di somme e riflessioni nate con il confronto tra pro. In più sono perennemente in rincorsa con le consegne per recuperare il tempo svanito a causa del covid e altri acciacchi. Su questa cosa della salute forse dovrei scriverci in maniera più approfondita, ma direi che vi ho già fatto venire abbastanza l'unghia al belino con una singola mail. Arriveranno mail più ilari, spero. Se non altro questa settimana ho avuto un paio di buone notizie lavorative e ho fatto una cosa nuova e interessante per Questioni di caffè.
Bella la primavECCIÙ
Ci si becca fra una settimana!
Davide Costa